Symbiosis - Marco Zanoli 2020

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Marco Zanoli
Symbiosis - Abeat Records 2018

Marco Zanoli - drums, compositions, arrangements
Giorgia Barosso - voice
Alessandro Giachero - piano
Stefano Risso - double bass
Marco Di Fonte - cello


Tracklist:

01 - Blackout (M.Zanoli)
02 - Ti aspetterò (M.Zanoli)
03 - Birdsong (P.Motian)
04 - Etude (P.Motian)
05 - Symbiosis (M.Zanoli)
06 - Cathedral song (P.Motian)
07 - Trikona (M.Zanoli)
08 - Dialogues (M.Zanoli)
09 - Senza ritorno (M.Zanoli)
PRESS HIGHLIGHTS
SYMBIOSIS / SIMBIOSI


<"convivenza  tra due o più organismi appartenenti a specie, generi, divisioni e  regni differenti. Associazione o coesistenza, stretto rapporto, fusione  di elementi diversi">.

<"un album che eccelle per digressioni poetiche e accenti novecenteschi senza perdere alcunché di spontaneo e attuale">
(RomainJazz)

<"...debutto da leader autorevole, buone  idee e capacità di pianificarle, grazie altresì alla scelta di un  gruppo con un amalgama particolarmente consolidato in vera simbiosi">
(Jazz Convention)

 
Il  termine simbiosi chiarisce e indica pienamente l'idea di base del nuovo  progetto firmato da Marco Zanoli in qualità di leader. La simbiosi  descrive il rapporto tra l'Io del compositore e la Musica da un lato, la  relazione tra le diverse voci strumentali all'interno delle  composizioni dall'altro. Ma, in senso più ampio, è anche metafora  perfetta del rapporto tra essere umano e ambiente, tra uomo e Terra; un  legame primordiale di interdipendenza costante, una simbiosi che  determina la continuità della vita stessa.
Nel  2017 nasce l'idea di scrivere e arrangiare musica per quintetto con  sezione ritmica più voce e violoncello. marco raccoglie intorno a sé i  musicisti con i quali condivide il proprio percorso artistico e di  ricerca da anni; stefano risso e alessandro giachero, già co-leaders di  t.r.e. progetto fondato nel 2002, giorgia barosso vocalist compositrice e  arrangiatrice con la quale collabora da tempo, e il violoncellista  marco di fonte. cinque voci convergono in un solo significato simbiotico  della musica: definirsi e dialogare in un linguaggio unico e  universale. alla musica, in larga parte originale, si aggiungono gli  arrangiamenti di tre brani di Paul motian, batterista e compositore  fonte di grande ispirazione per il leader di questo progetto. il  processo creativo si rivela attraverso melodie essenziali impreziosite  da echi originari della musica contemporanea europea e di quella armena,  una incessante ricerca dell'invenzione, un alternarsi di atmosfere  dense e rarefatte, un continuo gioco di luci e ombre. l'ascoltatore  viene accolto in una dimensione senza tempo capace di guidarlo ad una  totale simbiosi con la purezza del suono e il significato più intimo e  profondo della musica.


<Il   lavoro sulla percezione della Forma musicale, sul tessuto strumentale,   sugli slittamenti del Tempo dell’Anima, sembrano Parametri essenziali   sui quali siano prendano Luce l’irrequietezza e l’intensità esecutiva  di  una Performance quale Symbiosis del versatile batterista Marco Zanoli.  
Naturalmente   occorrono ascolti attenti e plurimi per entrare in contatto con il   colore meditativo di un album che eccelle per digressioni poetiche e   accenti novecenteschi senza perdere alcunché di spontaneo e attuale   nella ricerca d’Innovativo, di “stregato” dalle distonie viscerali e   visionarie che procedono per una liberazione da ruoli convenzionali e   tradizionali del drumming come  semplice parte della sezione  ritmica, e della voce, quale elemento  liberatorio di un Pathos arcaico  e, allo stesso tempo, di assoluta e  creativa contemporaneità.
In questo, la partecipazione eclettica e bizantina della nota e brava vocalist Giorgia Barosso,   dei suoi toni ancestrali e dei suoi colori enigmatici e concentrati,   contribuisce in modo determinante alla realizzazione di un orizzonte   jazzistico  tra pulsioni Nordiche e climi mediterranei di annichilito   stupore, attraversati dalla  suggestione flessuosa e nobile del   violoncello di Marco Di Fonte e del contrabbasso di Stefano Risso, in perfetto amalgama con la completezza estetica del piano di Alessandro Giachero  e con il timing inventivo di Marco Zanoli,   ispirato con visioni del tutto personali al Geniale Paul Motian di cui   mai si dirà abbastanza, di cui interpreta ben tre pentagrammi (Birdsong, Etude, Cathedral Song), contemplati e disegnati tra frammenti di Decadentismo e tessiture liriche di grande impatto emotivo.
Già, perché al di là d’ogni notazione stilistica, l’Emozione sembra essere il principale dettame della Simbiosi, associazione psicomusicale e coesistenza filosofica tra il crepuscolo di Blackout e l’evanescenza di Trikona, in un Senza Ritorno   quale narrazione di Amore complesso, di aperta sincerità e di ombre   caravaggesche  che tutte appartengono all’Anima Sensibile di Marco   Zanoli.
Chi   scrive di Musica sa bene che accumulare Osservazioni tecniche tanto   annoia quanto non può mai trasmettere il Senso profondo di un Discorso   Poetico che, come Symbiosis, vive di Passi di Dissenso, coraggiosi e   progressivi: per cui, lasciarsi andare nel Silenzio è sempre la  migliore  lettura.>
Fabrizio Ciccarelli (RomainJazz)  


<Marco  Zanoli è il  batterista di T.R.E., terzetto senza una leadership  riconosciuta,  completato da Alessandro Giachero al pianoforte e da  Stefano Risso al  contrabbasso. Per la prima incisione a suo nome il  percussionista  lombardo si avvale dell'ausilio dei due sodali storici  ai quali si  aggiungono la voce di Giorgia Barosso e il violoncello di  Marco Di  Fonte. La musica del cd è formata in larga parte da temi a  firma di  Zanoli oltre a due brani di Paul Motian. Proprio il batterista  di  origine armena, partner di Bill Evans e di Keith Jarrett, è un  punto di  riferimento certo per il quintetto pure per il suo modo di  organizzare  il rapporto fra le parti scritte e quelle improvvisate. Nel  disco le  tracce melodiche costituiscono un'intelaiatura solida,  infatti, su cui i  solisti, però, possono tessere i loro interventi con  parecchia libertà  di iniziativa anche se, apparentemente, tutto sembra  definito a priori.  L'affinità di linguaggio fra i musicisti e  l'interplay istantaneo,  determinato dalla lunga frequentazione, fanno  pensare che ogni passaggio  sia scritto sullo spartito quando, per  contro, tutti ci mettono  parecchio del loro per realizzare un quadro  articolato di rara  compattezza.
Nell'album si ascolta un jazz di  impronta classicheggiante per la  presenza del violoncello a costituire,  insieme al trio, un organico da  musica da camera. Si procede con  motivi che si snodano fluidi , di    carattere malinconico, manifestati  dal pianismo allusivo di Giachero e  dalla voce dinamicamente  ondeggiante della Barosso, intenta a dispiegare  arie profonde e cariche  di significato, malgrado la mancanza delle  parole. Solo in Birdsong,  invero, si ascoltano le liriche  aggiunte dalla stessa interprete al  pezzo di Paul Motian, in origine  privo di testo. In certe sequenze si  riconoscono, poi, lacerti  folklorici di origine balcanica e non manca  qualche scheggia ritmica  funkeggiante a movimentare il disegno  complessivo, in particolare nel  brano eponimo.  
In ogni angolo del  cd, inoltre, si impone il fraseggio di Alessandro  Giachero, ora  impegnato a distillare note o a lasciarle cadere come  gocce pesanti,  ora occupato a percuotere la tastiera con energia o a  tratteggiare  ornamenti finemente cesellati. Risso e Zanoli, invece,  svolgono il  compito di accompagnamento con indole pittorica, nel senso  che prevale  in loro la volontà di colorare, di decorare piuttosto che  quella di  implementare una base ritmica semplicemente adattabile allo  spirito di  quanto elaborato dagli altri musicisti
La Barosso usa la voce come  uno strumento per sottolineare l'andamento  emotivo delle varie  composizioni e lo fa con passione e con perizia.
Marco Di Fonte completa la formazione aggiungendo un tocco accademico  al timbro complessivo della formazione.
 Si può tranquillamente affermare, in conclusione, che Marco Zanoli  abbia  debuttato da leader in maniera autorevole, dimostrando buone idee  e la  capacità di pianificarle, grazie altresì alla scelta di un gruppo  con un  amalgama particolarmente consolidato in vera simbiosi.>
Gianni Montano (Jazz Convention)
LISTEN
Marco Zanoli - Symbiosis
 1. Blackout (M.Zanoli)
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 2. Ti aspetterò (M.Zanoli)
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 3. Birdsong (P.Motian)
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 4. Etude (P.Motian)
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 5. Symbiosis (M.Zanoli)
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 6. Cathedral song (P.Motian)
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 7. Trikona (M.Zanoli)
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 8. Dialogues (M.Zanoli)
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 9. Senza ritorno (M.Zanoli)
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