Marco Zanoli Symbiosis - marcozanoli.it

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Cd
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Marco Zanoli
Symbiosis - Abeat Records 2018

Marco Zanoli - drums, compositions, arrangements
Giorgia Barosso - voice
Alessandro Giachero - piano
Stefano Risso - double bass
Marco Di Fonte - cello


Tracklist:

01 - Blackout (M.Zanoli)
02 - Ti aspetterò (M.Zanoli)
03 - Birdsong (P.Motian)
04 - Etude (P.Motian)
05 - Symbiosis (M.Zanoli)
06 - Cathedral song (P.Motian)
07 - Trikona (M.Zanoli)
08 - Dialogues (M.Zanoli)
09 - Senza ritorno (M.Zanoli)
P R E S S  H I G H L I G H T S


SYMBIOSIS / SIMBIOSI


<"convivenza tra due o più organismi appartenenti a specie, generi, divisioni e regni differenti. Associazione o coesistenza, stretto rapporto, fusione di elementi diversi">.

<"un album che eccelle per digressioni poetiche e accenti novecenteschi senza perdere alcunché di spontaneo e attuale">
(RomainJazz)

<"...debutto da leader autorevole, buone idee e capacità di pianificarle, grazie altresì alla scelta di un gruppo con un amalgama particolarmente consolidato in vera simbiosi">
(Jazz Convention)

 
Il termine simbiosi chiarisce e indica pienamente l'idea di base del nuovo progetto firmato da Marco Zanoli in qualità di leader. La simbiosi descrive il rapporto tra l'Io del compositore e la Musica da un lato, la relazione tra le diverse voci strumentali all'interno delle composizioni dall'altro. Ma, in senso più ampio, è anche metafora perfetta del rapporto tra essere umano e ambiente, tra uomo e Terra; un legame primordiale di interdipendenza costante, una simbiosi che determina la continuità della vita stessa.
Nel 2017 nasce l'idea di scrivere e arrangiare musica per quintetto con sezione ritmica più voce e violoncello. marco raccoglie intorno a sé i musicisti con i quali condivide il proprio percorso artistico e di ricerca da anni; stefano risso e alessandro giachero, già co-leaders di t.r.e. progetto fondato nel 2002, giorgia barosso vocalist compositrice e arrangiatrice con la quale collabora da tempo, e il violoncellista marco di fonte. cinque voci convergono in un solo significato simbiotico della musica: definirsi e dialogare in un linguaggio unico e universale. alla musica, in larga parte originale, si aggiungono gli arrangiamenti di tre brani di Paul motian, batterista e compositore fonte di grande ispirazione per il leader di questo progetto. il processo creativo si rivela attraverso melodie essenziali impreziosite da echi originari della musica contemporanea europea e di quella armena, una incessante ricerca dell'invenzione, un alternarsi di atmosfere dense e rarefatte, un continuo gioco di luci e ombre. l'ascoltatore viene accolto in una dimensione senza tempo capace di guidarlo ad una totale simbiosi con la purezza del suono e il significato più intimo e profondo della musica.


<Il  lavoro sulla percezione della Forma musicale, sul tessuto strumentale,  sugli slittamenti del Tempo dell’Anima, sembrano Parametri essenziali  sui quali siano prendano Luce l’irrequietezza e l’intensità esecutiva di  una Performance quale Symbiosis del versatile batterista Marco Zanoli.  
Naturalmente  occorrono ascolti attenti e plurimi per entrare in contatto con il  colore meditativo di un album che eccelle per digressioni poetiche e  accenti novecenteschi senza perdere alcunché di spontaneo e attuale  nella ricerca d’Innovativo, di “stregato” dalle distonie viscerali e  visionarie che procedono per una liberazione da ruoli convenzionali e  tradizionali del drumming come semplice parte della sezione  ritmica, e della voce, quale elemento liberatorio di un Pathos arcaico  e, allo stesso tempo, di assoluta e creativa contemporaneità.
In questo, la partecipazione eclettica e bizantina della nota e brava vocalist Giorgia Barosso,  dei suoi toni ancestrali e dei suoi colori enigmatici e concentrati,  contribuisce in modo determinante alla realizzazione di un orizzonte  jazzistico  tra pulsioni Nordiche e climi mediterranei di annichilito  stupore, attraversati dalla  suggestione flessuosa e nobile del  violoncello di Marco Di Fonte e del contrabbasso di Stefano Risso, in perfetto amalgama con la completezza estetica del piano di Alessandro Giachero  e con il timing inventivo di Marco Zanoli,  ispirato con visioni del tutto personali al Geniale Paul Motian di cui  mai si dirà abbastanza, di cui interpreta ben tre pentagrammi (Birdsong, Etude, Cathedral Song), contemplati e disegnati tra frammenti di Decadentismo e tessiture liriche di grande impatto emotivo.
Già, perché al di là d’ogni notazione stilistica, l’Emozione sembra essere il principale dettame della Simbiosi, associazione psicomusicale e coesistenza filosofica tra il crepuscolo di Blackout e l’evanescenza di Trikona, in un Senza Ritorno  quale narrazione di Amore complesso, di aperta sincerità e di ombre  caravaggesche  che tutte appartengono all’Anima Sensibile di Marco  Zanoli.
Chi  scrive di Musica sa bene che accumulare Osservazioni tecniche tanto  annoia quanto non può mai trasmettere il Senso profondo di un Discorso  Poetico che, come Symbiosis, vive di Passi di Dissenso, coraggiosi e  progressivi: per cui, lasciarsi andare nel Silenzio è sempre la migliore  lettura.>
Fabrizio Ciccarelli (RomainJazz)   leggi la recensione originale  

<Marco Zanoli è il  batterista di T.R.E., terzetto senza una leadership riconosciuta,  completato da Alessandro Giachero al pianoforte e da Stefano Risso al  contrabbasso. Per la prima incisione a suo nome il percussionista  lombardo si avvale dell'ausilio dei due sodali storici ai quali si  aggiungono la voce di Giorgia Barosso e il violoncello di Marco Di  Fonte. La musica del cd è formata in larga parte da temi a firma di  Zanoli oltre a due brani di Paul Motian. Proprio il batterista di  origine armena, partner di Bill Evans e di Keith Jarrett, è un punto di  riferimento certo per il quintetto pure per il suo modo di organizzare  il rapporto fra le parti scritte e quelle improvvisate. Nel disco le  tracce melodiche costituiscono un'intelaiatura solida, infatti, su cui i  solisti, però, possono tessere i loro interventi con parecchia libertà  di iniziativa anche se, apparentemente, tutto sembra definito a priori.  L'affinità di linguaggio fra i musicisti e l'interplay istantaneo,  determinato dalla lunga frequentazione, fanno pensare che ogni passaggio  sia scritto sullo spartito quando, per contro, tutti ci mettono  parecchio del loro per realizzare un quadro articolato di rara  compattezza.
Nell'album si ascolta un jazz di impronta classicheggiante per la  presenza del violoncello a costituire, insieme al trio, un organico da  musica da camera. Si procede con motivi che si snodano fluidi , di    carattere malinconico, manifestati dal pianismo allusivo di Giachero e  dalla voce dinamicamente ondeggiante della Barosso, intenta a dispiegare  arie profonde e cariche di significato, malgrado la mancanza delle  parole. Solo in Birdsong, invero, si ascoltano le liriche  aggiunte dalla stessa interprete al pezzo di Paul Motian, in origine  privo di testo. In certe sequenze si riconoscono, poi, lacerti  folklorici di origine balcanica e non manca qualche scheggia ritmica  funkeggiante a movimentare il disegno complessivo, in particolare nel  brano eponimo.  
In ogni angolo del cd, inoltre, si impone il fraseggio di Alessandro  Giachero, ora impegnato a distillare note o a lasciarle cadere come  gocce pesanti, ora occupato a percuotere la tastiera con energia o a  tratteggiare ornamenti finemente cesellati. Risso e Zanoli, invece,  svolgono il compito di accompagnamento con indole pittorica, nel senso  che prevale in loro la volontà di colorare, di decorare piuttosto che  quella di implementare una base ritmica semplicemente adattabile allo  spirito di quanto elaborato dagli altri musicisti
La Barosso usa la voce come uno strumento per sottolineare l'andamento  emotivo delle varie composizioni e lo fa con passione e con perizia.
Marco Di Fonte completa la formazione aggiungendo un tocco accademico  al timbro complessivo della formazione.
Si può tranquillamente affermare, in conclusione, che Marco Zanoli abbia  debuttato da leader in maniera autorevole, dimostrando buone idee e la  capacità di pianificarle, grazie altresì alla scelta di un gruppo con un  amalgama particolarmente consolidato in vera simbiosi.>
Gianni Montano (Jazz Convention)   Leggi la recensione originale
L I S T E N


Blackout


Ti aspetterò
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